Chiaro&Tondo

"Nel tempo dell'inganno universale dire la Verità è un atto rivoluzionario"

Esistono omuncoli che solo una donna può raccontare. Uomini feriti nel loro virile orgoglio, impegnati ad annientare la dignità della femmina persa, perchè incapaci d’accettare il suo rifiuto. E’ così che una maledetta storia di subdola e silente violenza psicologica che non lascia lividi, se non nell’anima, si ripete. Più di quanto si possa immaginare. Storie di famiglie che scoppiano, di giovani coppie con figli, legate da un filo conduttore: è lei a recidere il rapporto.

Così accade che uno squallido ominide respinto, non più corrisposto, abusa del meschino potere economico, costringendo l’ex compagna alle peggiori  umiliazioni, in cambio degli alimenti per i figli. O le rende l’esistenza un inferno, negandole il dovuto, accampando mille inconsistenti scuse. Rimandando all’infinito una scadenza vitale. Essenziale.Tanto da logorare l’esistenza di chi tenta con tutte le sue forze di non cedere al lurido ricatto. Ai nauseabondi compromessi, ipocriti doveri matrimoniali, dai quali era, piuttosto, fuggita.

Una stupida donna copevole di aver commesso l’errore madornale della sua vita: aver incontrato un uomo rivelatosi di emme. Che però coraggiosamente lascia, nonostante i figli, nonostante le previste difficoltà, credendo nel giusto diritto. Nel rispetto della volontà. Della libertà di scelta. Dei sentimenti altrui. Nella Giustizia.  Che invece tarda a venire, proteggere, garantire. Una donna condannata a pagare pegno. Ostacolata a chiudere col passato, voltare definitivamente pagina.

Piccole e indifese creature dipendenti da un padre, l’uomo di emme di cui sopra che, pur di far dispetto all’amata, compromette piuttosto il futuro dei figli. Specie se sono diversi e in tenera età, con una madre che non può permettersi il lusso di un lavoro. Chè di questi tempi equivale a trovare un ago nel pagliaio. O perchè nessuno se la piglia, sapendo che per una donna è impossibile “liberarsi” dei suoi bimbi. La priorità è assoluta. Ci sono momenti in cui la presenza materna è insostituibile: se pulcino chiama, chioccia risponde. Non ce n’è per nessuno.

E l’uomo respinto, tutto questo lo sa. Sa bene che può aggirare la legge e i suoi tempi estenuanti, di cui approfitta. Sa bene che i suoi pargoli non sopravvivono senza il dovuto sostegno. Sa bene che l’oggetto del suo mostruoso desiderio è in serie difficoltà. E sa altrettanto bene che una madre è disposta a tutto, ma proprio a tutto, pur di affamare i suoi adorati frutti.

Sfortunatamente quei bambini non sono nati ricchi, così come quella donna non ha santi in paradiso. Possiede solo un prezioso portone. Tra le gambe. Costretta a schiudere per ragioni di sopravvivenza o per timore di subire ritorsioni peggiori. Quell’ accesso precedentemente interrotto, negato, per libera scelta. Allo stesso omuncolo di merda.

Postilla: Il Costo di essere Donna, approfondimento da cui emerge che il movente principale di una buona percentuale di femicidi commessi da uomini italiani, più che stranieri, è proprio la separazione. Ricerca di Laura Adolfi, Sara Giusti, Agnese Breveglieri, Elisa Ottaviani, Cristina Karadole, Virginia Venneri, Cinzia Verucci, in collaborazione con Anna Pramstrahler.

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